Movimento vs allenamento, adattare e aggiustare, tanta fatica per vedere un cambiamento!
A cura di Federica Albisetti
Fin da bambina, sono sempre stata abituata a fare sport, praticamente ogni giorno. Che sia movimento, che sia performance, ogni giorno ancora oggi, mi muovo e faccio qualcosa. Non ho una vita sedentaria ed è quello che mi ha sempre aiutata sia mentalmente che fisicamente. Il movimento fa partre di me, mi aiuta a sfogarmi, mi piace provare quella sensazione di fatica e miglioramento, adoro l’adrenalina e il pormi nuovi obiettivi, sempre! Ma cosa differenzia veramente l’allenamento dal semplice movimento? Quando mi sto davvero allenando e la sessione che faccio migliora davvero la mia performance?
Movimento vs allenamento:
Premetto subito una cosa: qualsiasi forma di movimento, a patto che non sia pericolosa o completamente insensata, sarà sempre migliore della totale sedentarietà. Ma cosa differenzia realmente il comune movimento dal vero allenamento? Prima di tutto lo scopo di quello che stiamo facendo: possiamo muoverci per necessità (spostamento casa-lavoro, portare il sacco della spazzatura, andare a fare la spesa), per divertimento (andare a correre con un’amica, giocare a calcio con amici), per svago ( correre lungo il fiume ascoltando la musica) o per obbligo (il dottore ha detto che devo perdere peso, che devo migliorare la mia salute cardio-circolatoria). Quando ci si allena invece, lo si fa con un obiettivo preciso: migliorare la performance sportiva (tempi, posizioni,…), una situazione estetica, una gara in programma. Inoltre l’allenamento si differenzia dal movimento per la sua organizzazione. Si può definire come una sorta di “pratica organizzata” il cui obiettivo è indurre adattamenti biologici tali da permettere un miglioramento delle qualità specifiche (miglioramento della massa muscolare, della forza, della mobilità, dell’esplosività,…). Il concetto di preparazione, pianificazione e organizzazione diventano quindi essenziali. Non ci si può muovere a caso e per piacere e perché fa bene all’anima, al cuore e alla testa, bensì ci deve essere una pianificazione reale, concreta e studiata.
Aggiustare e adattare:
Chiarita in modo semplice e veloce, la differenza tra semplice movimento e allenamento, bisogna sapere che qualsiasi organismo di fronte ad un’attività fisica reagisce in due modi: aggiustando e adattando. Gli aggiustamenti sono le reazioni fisiologiche che si hanno durante l’esercizio fisico più o meno intenso: l’aumento della frequenza cardiaca, una vasodilatazione, la respirazione, la temperatura corporea,… Gli adattamenti sono cambiamenti duraturi determinati dall’adattamento degli organi e dei vari sistemi, rispetto alle loro nuove condizioni o richieste di funzionamento. È facile capire che solo quando gli stimoli di allenamento sono correttamente applicati, possono determinare un aumento prestativo importante e duraturo degli organi e dei sistemi ( cardio, muscolatura,…
Tanta fatica per vedere il cambiamento:
Chiarito il fatto che l’allenamento si differenzia dal semplice movimento in quanto processo d’azione complesso e che si pone lo scopo di influire e migliorare il livello di prestazione e capacità fisiologica, resta da capire come mai bisogna fare così tanta fatica e attenzione per aumentare il livello prestativo, la massa muscolare, la condizione anaerobica,… Detto in maniera semplice e sintetica la parola chiave e che spiega tutto è omeostasi. L’omeostasi rappresenta la tendenza naturale al raggiungimento di stabilità ed equilibrio delle proprietà chimico-fisiche interne che ci sono in tutti gli organismi viventi. Il nostro corpo predilige infatti le situazioni di equilibrio, perché consentono di risparmiare energia. Quindi per ciò che riguarda l’allenamento, solo gli stimoli con intensità, quantità e durata adeguata potranno rompere lo stato di equilibrio e portare l’organismo ad un livello prestativo più elevato. Quindi fatica, precisione e programmazione, possono aiutare a rompere l’equilibrio e a stabilirne uno nuovo grazie anche al processo di rigenerazione fisiologico.
Conclusione:
Sì, andare a correre in compagnia, in bicicletta chiacchierando, fa sicuramente sentire meglio, aiuta contro la sedentarietà e migliora lo stato di salute, ma per ambire ad un miglioramento bisognerà faticare, dare il giusto stimolo al corpo, studiato e fatto con precisione, facendosi anche aiutare da mani esperte. Bisogna mettere in conto di fare fatica, bisogna imparare ad allenarsi in modo corretto con criterio e non solo muoversi. Questa è la vera differenza ed è poi solo appurato ciò, che si capisce come mai spesso chi dice di allenarsi tanto non ha cambiamenti visibili sia sul corpo che sulla performance,…forse si sta solo muovendo molto…
Movimento-allenamento sono due mondi diversi!
Fede
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