Quando l’accettazione di una diagnosi sembra impossibile e tutto sembra perduto…

15 Luglio 2026

 

L’accettazione a livello psicologico si basa sulla consapevolezza che uno scopo, un obiettivo o una situazione, sono irrimediabilmente compromessi e non possono essere perseguiti. Possiamo trovare difficoltà ad accettare la fine di una relazione significativa, la perdita di una persona cara o l’esordio di una grave malattia per se stessi o per una persona cara a noi molto vicina. Anche piccole delusioni o cambiamenti quotidiani possono mettere in crisi la nostra capacità di accettare. L’accettazione non è comunque qualcosa di semplice, è la conclusione di un processo spesso doloroso che in alcuni casi può richiedere il supporto di un professionista.

 

A cura di Federica Albisetti

 

Nel corso della vita di ognuno di noi, capita di dover affrontare situazioni che non abbiamo desiderato, situazioni difficili che ci impongono dei cambiamenti drastici nella vita. Possiamo trovarci a dover accettare la fine di una relazione significativa, la perdita del lavoro, la diagnosi di una malattia invalidante. Anche se a volte i cambiamenti sono piccoli, possiamo comunque trovare delle difficoltà ad accettare i nuovi cambiamenti. Quando qualcosa irrimediabilmente cambia la nostra vita, la nostra mente è chiamata a svolgere un compito difficile e complesso. Deve recuperare energie per ri-orientare la nostra vita, ricostruire nuove motivazioni e ottimizzare le risorse a nostra disposizione per il proseguimento dei nostri scopi. Accettare nel verso senso della parola! La spiegazione sembra facile, eppure nonostante l’accettazione sia necessaria per andare oltre l’evento e riaprirsi alla vita, può apparire spesso un compito arduo e difficile. Ovvio come in tante cose più semplice da dire che da fare. Quando veniamo investiti da un cambiamento non voluto, possiamo essere invasi da emozioni negative anche molto intense. In genere queste emozioni sono rabbia, ansia, tristezza e frustrazione. Il cambiamento è quindi doloroso, traumatico e difficile.

Ci sono 5 differenti fasi del processo di accettazione:

  1. La fase del rifiuto e della negazione: durante questa fase non si riesce a compiere un corretto esame di realtà e si tende a negare quello che sta succedendo. In questa fase domina la sensazione di incredulità.
  2. La fase della rabbia: in questa fase emergono forti emozioni in particolare la rabbia, ma anche l’ansia e la paura. Si diventa più consapevoli di quello che sta succedendo e il vissuto emotivo è più intenso della fase precedente.
  3. La fase della contrattazione e patteggiamento: è in questo momento che si cerca di capire cosa si può fare per migliorare la situazione e cresce la sensazione di poter riprendere il controllo della propria vita.
  4. La fase depressiva: è un momento delicato, la fase durante la quale si prende maggiore consapevolezza di ciò che si è perso o si sta per perdere. In questa fase prevalgono sensazioni di frustrazione, sconfitta, rabbia e ansia che portano ad una sensazione di tristezza.
  5. Fase dell’accettazione: è qui che si riesce ad accettare quello che sta avvenendo. In questa fase le emozioni come la rabbia, la tristezza e l’ansia sono presenti in modo meno marcato. C’è la riscoperta del proprio io e si riesce a vedere il presente in modo diverso e meno spaventoso. C’è una nuova energia.

 

Accettare una situazione difficile richiede di elaborare il dolore e cercare di smettere di perdere energie lottando contro la realtà. Non significa arrendersi passivamente, ma riconoscere i fatti per potersi concentrare su ciò che si può ancora controllare e migliorare. Bisogna cercare di vivere le emozioni e poi provare a focalizzarsi su quello che si può controllare. Anche quando l’ambiente o gli eventi esterni sono immutabili, si può sempre scegliere come reagire. Bisogna concentrarsi sulle proprie azioni, sulla routine e sui propri interessi personali. Stare vicino alla persona che ha bisogno di noi pensando che ogni istante è prezioso e bisogna viverlo intensamente anche quando tutto sembra difficile e impossibile. Non abbandonare, non far vedere la rabbia, ma amore e sostegno, verso se stessi e verso chi ci sta vicino.

Aiutarsi con la Mindfulness:

La pratica della Mindfulness aiuta a “fare spazio” e accettare. L’accettazione va sviluppata, scoperta e coltivata piano, piano. Bisogna imparare ad accogliere, quello che viviamo con un atteggiamento proattivo e accogliente. La Mindfulness può aiutare questo processo, aiuta a riconnettersi con se stessi e ad avere un approccio mentale aperto e accogliente. Ci si sentirà più rilassati e capaci di vivere il qui e ora in maniera più intensa. Basta provare e avvicinarsi a questa pratica che è sempre più conosciuta.

Infondere coraggio:

Fa parte del mio lavoro e della mia quotidianità confrontarmi con persone che si trovano in una situazione difficile e dove la fase di accettazione non è ancora superata. La cosa più importante è infondere coraggio, sostenere la persona che sta affrontando il momento difficile. Quello che cerco di fare è offire un ascolto empatico senza mai sminuire i problemi e le difficoltà di chi mi sta di fronte. Cerco sempre, da persona esterna e non coinvolta, di evidenziare i punti di forza della persona e concentrarli sul presente. Divento molto spesso un punto di riferimento e quindi il mio compito è importante. Usare parole giuste, motivare e lodare ogni cambiamento, anche se piccolo. A fine percorso quello che osservo spesso è una persona più sicura di sé, che sta meglio, con meno dolori e che ha apportato piccoli o grandi cambiamenti alla propria vita. È un risultato bellissimo. Ovviamente il focus per me, rimane la diagnosi iniziale, ma quando si parla di fisioterapia a 360°, mi riferisco proprio a questo. Vedere la persona nel suo insieme, non solo il dolore e la parte del corpo. Vederla dentro e fuori.

Il regalo più grande? Le belle parole che ricevo ad ogni fine percorso o trattamento. La riconoscenza e la gratitudine.

 

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