La fibromialgia è una patologia che richiede ascolto, continuità, pazienza e un approccio terapeutico delicato, su misura e specifico. Nell’articolo di gennaio parlavo già di fibromialgia, ma associata all’obesità. In quest’articolo invece, parlo di quanto la fisioterapia può essere di aiuto a questi pazienti, di quali sono i sintomi principali e come un percorso mirato e costante può aiutare a migliorare la qualità di vita e la salute generale del paziente.
A cura di Federica Albisetti
La fibromialgia è una malattia cronica complessa che coinvolge le fibre muscolari e si manifesta con dolori diffusi, rigidità, affaticamento e disturbi del sonno. Ha un impatto negativo anche sulla concentrazione, sull’umore e sulla qualità della vita. Ad esserne colpite sono prevalentemente le donne, ma può anche colpire gli uomini, i bambini e adolescenti. Le cause sono molteplici e ancora oggi non si sa esattamente quale sia il fattore scatenante. Spesso si associa la fibromialgia a patologie reumatologiche e quindi a volte la diagnosi viene spesso sottovalutata ed è difficile da scoprire in modo veloce. È molto importante che un paziente affetto da fibromialgia possa approfittare di un approccio multidisciplinare e personalizzato, capace di sostenerlo sul lungo termine. I percorsi fisioterapici sono lunghi e richiedono davvero tempo e costanza.
Quali sono i sintomi principali della fibromialgia?
Solitamente i sintomi compaiono in modo molto graduale e si intensificano con il tempo. I più comuni sono:
- dolore muscolare diffuso
- affaticamento precoce
- difficoltà di concentrazione (fibro-fog)
- mal di testa ed emicrania
- disturbi dell’umore (ansia, depressione)
- disturbi del sonno
La diagnosi viene presa in considerazione in presenza di dolore diffuso da almeno 3 mesi, accompagnato da altri sintomi somatici, e confermata dopo un’attenta esclusione di altre patologie mediante esami clinici e valutazioni specialistiche.
Quel’è il ruolo della fisioterapia con i pazienti affetti da fibromialgia?
Quello che caratterizza la fibromialgia è l’andamento cronico alternato a fasi di miglioramento a seguito della riduzione dello stress psico-fisico. I pazienti spesso arrivano doloranti, esausti e stanchi della situazione che sembra non migliorare mai. La fisioterapia si occupa di gestire i sintomi, ma è molto importante che i pazienti siano anche sostenuti da farmaci mirati che saranno prescritti dal medico curante e se necessario e ben accetto anche l’aiuto di uno psicologo può fare la differenza. Ogni persona vive la fibromialgia in modo diverso e il percorso viene quindi costruito su misura senza seguire uno schema standard. La terapia viene costruita e calibrata in base agli obiettivi, alla tolleranza allo sforzo, al dolore e alle condizioni cliniche del paziente. Ciò che aiuta in questi casi è lo stretching e un’attività aerobica dolce, al fine di mantenere la mobilità e la resistenza (cardio). Il massaggio aiuta ad alleviare le tensioni e il dolore e anche gli esercizi respiratori aiutano a rilassarsi, a gestire meglio lo stress e l’ansia e a far lavorare meglio il diaframma. Anche la terapia come impacchi caldi o in acqua, aiutano molto a rilassarsi e migliorano la mobilità articolare a basso carico. L’obiettivo principale è ridurre il dolore, favorire un miglior recupero psico-fisico, migliorare la qualità del sonno e restituire al paziente una maggiore autonomia nelle attività quotidiane.
Ritrovare benessere con un percorso dedicato:
La fibromialgia è una condizione che richiede ascolto empatico, continuità e un approccio terapeutico cucito su misura. La fisioterapia può rappresentare un percorso concreto per i pazienti che meritano di tornare a vivere con più serenità, con più energia e consapevolezza del proprio corpo. Se convivere con il dolore è limitante, avvicinarsi ad un percorso con trattamenti specifici può davvero aiutare a migliorare lo stile di vita.
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